| IMPIANTO
EMERGENTE “TIPO L”
L’impegno con il quale l’Odontoiatra si confronta
ogni giorno per ottenere dei risultati conformi alle aspettative
professionali, in chirurgia e implantologia, oggi è
semplificato dalla sistematica implantare “TIPO
L”, studiata dal dr. Giorgio Lorenzon, prodotta
e commercializzata dalla IMPLAMED di Cremona.
La ricerca (insieme al Dipartimento di Biomeccanica del Politecnico di Torino)
e l’esperienza maturata in oltre 25 anni di chirurgia implantare e sul carico
immediato del Dr. Lorenzon, hanno permesso alla IMPLAMED di sviluppare e commercializzare
un impianto sicuro, efficace e semplice.
Si tratta di una vite concepita in diversi diametri e lunghezze; automaschiante
e autofilettante: queste ultime caratteristiche consentono all’Odontoiatra
di operare sul paziente per via transmucosa senza l’apertura del lembo.
La forma e le dimensioni della parte emergente consentono un ottimo appoggio mucoso
e il rispetto dei tessuti.
L’impianto è a carico immediato, è costituito da un pezzo
unico in Titanio grado 4, questa caratteristica consente l’assenza del rischio
di rottura del moncone, parte nevralgica della osteointegrazione classica: inoltre
evita l’acquisto della componentistica protesica. Appare evidente che l’intervento
chirurgico è minimamente invasivo per il paziente; solo alcuni semplici
attrezzi sono di ausilio all’operatore per l’intervento. Nella sua
ricerca, il Dipartimento di Biomeccanica del Politecnico di Torino, ha evidenziato
come con l’impianto TIPO L solidarizzato, si ha la netta caduta delle tensioni
sull’impianto e l’assenza del riassorbimento conoide. La parte emergente,
preparata con frese, sarà il moncone della nostra protesi e l’impronta
ha la stessa procedura della comune protesi fissa, senza bisogno di analoghi da
laboratorio; evitando anche in questo passaggio di incorrere in possibili errori.
Oltre all’impianto emergente “TIPO L”, la
IMPLAMED di Cremona, ha introdotto sul mercato una Sincristallizzatrice
ad Argon, unica e brevettata come apparecchiatura
elettromedicale. Questo apparecchio consente di unire gli
impianti con una barra in Titanio (di diversi diametri) preventivamente
adattata che viene saldata ai monconi tramite gli elettrodi
della pinza e la corrente che fluisce. Durante questo ciclo
il punto di giunzione è protetto dalle ossidazioni
dal gas Argon. Il calore prodotto non raggiunge livelli pericolosi
in quanto viene dissipato attraverso gli elettrodi sfruttando
la maggiore conducibilità termica del Rame, elemento
posto all’estremo della pinza.
Lo strumento permette di definire 16 programmi di saldatura memorizzabili; prima
di ogni saldatura un microprocessore verifica che vi siano le condizioni corrette
del circuito e del punto di saldatura. E’ uno strumento semplice e sicuro,
sia per l’Operatore che per il paziente: la certificazione Elettromedicale
ne definisce l’utilizzo in sicurezza e il brevetto garantisce l’esclusività
della macchina. |